Domenica 8 novembre – Tre buone occasioni per conoscere Cantine Coopuf

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Una giornata dedicata al piacere e alla libertà di muoversi, soli o in compagnia, prendendosi cura di se e degli altri.Il linguaggio non verbale della danza e la dimensione empatica daranno il giusto ritmo al processo

Una giornata di Danza Movimento Terapia per entrare in contatto con il piacere e la libertà di muoversi in una danza per tutti, una danza che si prende cura rispettando i limiti e valorizzando le possibilità. Il linguaggio non verbale della danza sarà “il terreno” su cui muoversi e la dimensione empatica darà il giusto ritmo alla relazione in un processo creativo dove scoprirsi e scoprire l’altro. Dare spazio e tempo alle pause, ai silenzi, accordare il proprio corpo con la musica, sentire l’ampiezza e il flusso del nostro movimento, percepire le forme e le immagini che ci abitano permette di entrare in contatto con il nostro ritmo, con la nostra unicità, la nostra danza. Scorrere e lasciar scorrere per incontrare l’altro, il gruppo in un continuo “allenamento del sentire” alla ricerca di un equilibrio e un autenticità nella relazione. Non è assolutamente necessario saper danzare, ma è necessario lasciare la parola al corpo! Si consiglia un abbigliamento comodo e un materassino da palestra. Per info o prenotazioni: Ines 338.6929464 – inesrita@alice.it.

Ines Rita Domenichini: danzaterapeuta APID (ai sensi della legge 14/01/2013 n. 4).

Antonella Tranquilli: artista con esperienza nel campo della danza, del teatro e della pittura.


cover demonio di sant'andrea frontale

Esce per Edizioni dEste, in un nuova veste grafica, l’opera di Gaetano Allegra, Il demonio di Sant’Andrea. Il romanzo storico, che tratta il tema del brigantaggio nell’epoca borbonica, sposta la prospettiva del lettore, spesso influenzata dai testi scolastici, in merito alla questione meridionale, permettendo un’immersione realista nella Lucania preunitaria. Prefazione di Rita Borsellino. Postfazione di Eugenio Bennato.

Era esattamente come aveva detto, un giorno, il giovane Gerardo. La cieca forza è utile, se spinta nella giusta direzione dall’intelligenza. Quell’intelligenza erano Totore, Crocco, Tardio. Gli unici uomini in grado di convogliare nel punto esatto tutta la forza di quella terra derelitta e con essa di opporsi al destino che, con spietata monotonia, quella stessa terra voleva sempre schiava e asservita alle sue beffe. Ora, come un pugno rabbioso, quella forza stava arrivando. Marciavano tutti insieme, soldati e contadini, donne e adolescenti, istruiti e analfabeti, e intanto cantavano. Abbiamo posato chitarre e tamburi, perché questa musica deve cambiare. Siamo briganti, facciamo paura, ed è con il moschetto che vogliamo cantare. E ora cantiamo questa nuova canzone: tutti dovranno impararla. Non ce ne frega niente del Re Borbone: la terra è la nostra e nessuno deve azzardarsi a toccarla! «‘A terra è ‘a nostra e nun s’a dda tucca’!», ripetevano due volte in un coro di mille voci.


1773

Fujenti a Napoli sono chiamati i devoti alla Madonna dell’Arco ovvero coloro che corrono verso di lei per devozione. La devozione in questo caso è per la musica. Quella popolare, italiana, tradizionalmente accompagnata da canti e balli. Oggi questa tradizione è stata sostituita dalla febbre del sabato sera, ma nei secoli passati fu l’unione e la partecipazione di comunità ristrette ed affiatate, abituate a condividere gioie, dolori, amore, speranze e ribellioni. La corrispondenza dei problemi attuali con quella dei secoli rimane invariata nella sostanza. Domenica 8 saranno di scena i canti di ribellione e di protesta che in ogni momento storico hanno attraversato il nostro paese, arrivando fino a noi con la stessa forza espressiva. Si chi ce cumanna non ce piace nuje nun ce stammo zitto e aizammo ‘a voce [Eugenio bennato]. I Fujenti sono: Andrea Minidio (voce, organetto, ciaramella, chitarra); Biagio Giudici: (trombone); Giovanni Lamberti: (Tammorra, Tamburello); Michele Todisco (Voce, chitarra, chitarra battente, mandolino, mandoloncello); Renato Cauzzo: (percussioni).

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